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I hate my village

Il vostro nuovo album preferito

Verdena. Calibro 35. Bud Spencer Blues Explotion. Afterhours.

Quando si dice supergruppo.

I Hate My Village è l’album omonimo del gruppone formato da Rondanini, Viterbini e Ferrari. Nomi che già da soli non hanno bisogno di presentazioni, e che tutti insieme, beh, non potevano che dare vita al classico discone. Quello che cominci ad ascoltare e non ti levi dalla testa. E ti dici: allora c’è ancora qualcuno che fa le cose come cazzo gli pare.

Prendete suoni e ritmi afrobeat, metteteci un po’ di distorsione, un pizzico di horror in salsa cannibal movie, ed ecco che viene fuori un album unico.

Tutto è registrato in maniera impeccabile, rigorosamente su nastro, e con una libertà che a tratti mi ha emozionato. In un periodo in cui per fare musica devi fare quello che ti dicono. Questi artisti, e sottolineo artisti, hanno deciso di fare a modo loro. E hanno dato vita a un lavoro con i controcazzi.

Roba cui tutti i sedicenti musicisti dovrebbero ispirarsi. E non nei suoni o nei temi, no. Ma nei modi. Perché la musica è e deve essere libera da schemi e da velleità di business.

Quindi, fatevi un favore e regalatevelo.

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