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The Unknown Pleasure: “Joy Division”

In piena esplosione del movimento punk si va a collocare l’inizio della storia dei Joy division.

Gruppo emblematico di quello che sarà poi considerato come il movimento “New Wave”. 

Una band che partendo dal niente, quasi senza saper suonare i propri strumenti, in puro “stile punk”, arriverà a creare il proprio posto nell’olimpo dei gruppi che hanno fatto la storia della musica moderna. 

Questo dovuto in parte, probabilmente, alla tragica scomparsa del loro frontman avvenuta nel maggio del 1980. 

Genio e sregolatezza quella di Ian Curtis, che con le sue liriche ha parlato apertamente dei propri tormenti e dei propri demoni.

Fu probabilmente questo il punto di forza della band: la facilità di comunicazione di Ian come cantante e l’efficacia delle sue liriche. 

Ma partiamo dall’inizio della storia di questa emblematico progetto.

Inizialmente i Joy Division nascono come trio dall’incontro di tre compagni di scuola conosciutisi sui banchi della Salford Grammar School. La prima formazione della band vede Bernard Sumner come chitarra e voce, Peter Hook al basso e Terry Mason alla batteria. Sicuramente quello che possiamo definire come il principale elemento scatenante della nascita di questa band fu un concerto dei Sex Pistols, i quali, assieme ad una band locale chiamata Buzzcocks, si esibirono alla Lesser Free Trade Hall di Manchester il 20 luglio del ’76

I tre ragazzi esordirono solo pochi mesi dopo: il 9 dicembre del 1976 all’Electric Circus di Manchester. Vennero però stroncati duramente durante i giorni successivi dal giornale “Sounds”.

Successivamente, nei primi mesi del 1977 i tre furono contattati da Ian Curtis, appassionato da tempo di poesia e di musica, il quale si dilettava anche come cantante.

Grazie all’ingresso di Curtis, che portò un cambio effettivo di atmosfere e sonorità, fu deciso un primo cambio di nome in Warsaw. Omaggio al brano Warszawa, pezzo strumentale di Bowie contenuto nell’album Low. Da sempre Ian era stato infatti estremamente attratto da Bowie.

Dunque, con Curtis come frontman proseguirono il loro viaggio.

Mason decise di abbandonare le bacchette e di prendere il posto di manager della band. Il giovane fu sostituito da Tabac e il 27 maggio del ’77 la band si esibì nuovamente in città come spalla ai già citati Buzzcocks sempre all’Electric Circus. Quel concerto fu una vera e propria occasione di riscatto.

Da lì in poi vi saranno altri due cambi di batteresti, fino ad arrivare Stephen Morris. Quest’ultimo, insieme agli membri della band, è responsabile di aver creato un tipo di sound e un modo di suonare del tutto nuovo che da li in poi influenzerà migliaia di band in tutto il mondo.

Quella che diventerà la formazione definitiva dei futuri Joy Division entrò finalmente in studio per incidere un brano, At a Later Date, pubblicato poi nell’ottobre del 1977 per una compilation in onore del locale Electric Circus: fulcro della scena musicale di Manchester dell’epoca e che era ormai prossimo alla chiusura.

Continuando con la nostra analisi della storia della band di Salford, nel dicembre dello stesso anno, i Warsaw debuttarono discograficamente con l’ep “An ideal way of living” contenente solamente quattro brani. Raggiunsero però, grazie a questa demo, una certa popolarità nell’underground inglese. 

Nel gennaio del ‘78, decisero di cambiare definitivamente nome in Joy Division per evitare confusione con un’altra band appartenente alla stessa scena. Il nome fu scelto nuovamente da Curtis ispirandosi stavolta al romanzo del 1955 “La casa delle bambole”. Il nome stava ad indicare, nei Lager nazisti, le donne dedicate all’intrattenimento sessuale dei soldati. 

Arriviamo così al 14 aprile del 1978 quando, durante un’esibizione al Rafters Club di Manchester, il gruppo fu notato dall’allora conduttore televisivo Tony Wilson. Quest’ultimo decise, nel settembre dello stesso anno, di ospitarli per un’esibizione dal vivo nel proprio show Granada Reports.

Wilson inoltre, che aveva da poco fondato la sua etichetta discografica indipendente chiamata Factory Records, coinvolse i Joy Division a partecipare alla compilation promozionale “A Factory Sample”, prodotta per il lancio della label, con due loro brani i quali erano Digital e Glass.

Questo evento segnò l’inizio della collaborazione della band con il produttore Martin Hannett che elaborò con il gruppo un suono che univa il sound punk tipico di quell’epoca con la sempre più spiccata propensione della band verso atmosfere decadenti e dark. Un suono minimale, compatto e scandito. La sezione ritmica strizza l’occhio a schemi primordiali e ripetitivi e le chitarre di Sumner si introducono in questa giungla di ritmo in maniera più melodica, ma allo stesso tempo distaccata e fredda. La voce di Curtis galleggia su questo tappeto di suoni. Ha un modo di cantare molto distante dal punk, dove venivano sfoggiate voci graffianti, disperate ed esasperate. Ian sfrutta il naturale timbro baritonale, avvolgente e sensuale ma allo stesso tempo apatico e metallico. Una vocalità che a tratti richiama quella dei vecchi crooners, molto scolastica quindi ma che in altri momenti risulta essere tutt’altro che precisa

Il 27 dicembre del 1978, dopo uno show all’Hope and Anchor Pub di Londra, Curtis fu colpito da una crisi epilettica, la prima da quando si era unito agli altri ragazzi. 

Nonostante la malattia del frontman, però, l’ascesa della band nel circuito undeground continuò, ed il 13 gennaio 1979 il settimanale NME dedicò la sua copertina proprio a Ian.

Nello stesso mese, la band entrò di nuovo in studio  per incidere la prima session radiofonica per Joh Peel, sessione che si tenne negli studi  della BBC Radio1. Da questa live session venne tratto il singolo iconico She’s Lost Control

Lo step successivo fu di iniziare le registrazioni del loro album di debutto presso gli Strawberry Studios di Stockpor. Unknown Pleasure, questo il titolo del disco, che uscì nel giugno del 1979, prodotto da Martin Hannett e con la copertina fu ideata da Peter Saville

“Joy Division-Unknown Pleasures Full Album”

Alla pubblicazione del disco seguì un tour del Regno Unito e circa dieci date che andarono a toccare varie nazioni Europee. 

Rientrati in patria però le condizioni psicofisiche di Curtis peggiorarono. Tenterà il suicidio ma sarà fortunatamente salvato dalla moglie Deborah Woodruff, con la quale però stava avendo già da tempo una crisi molto forte, che porterà alla richiesta di divorzio da parte di lei.

Sarà dedicato proprio ai conflitti dei due il bellissimo brano “Love will tear us apart”.

Brano che uscirà postumo, soltanto nel Giugno del 1980, poco dopo la morte di Ian Curtis.

Nel marzo del 1980, a soli due mesi della dipartita del frontman, il gruppo entrò nei Britannia Raw Studios di Londra, nuovamente insieme al produttore Martin Hannett, per registrare le nuove tracce del loro secondo album denominato Closer.

Il suono di Closer risulta essere molto diverso se comparato al disco precedente. Si utilizzano effetti di eco e reverberi imponenti per tracce di batteria e chitarre. Dobbiamo ammettere però che, nonostante la ricerca dal punto di vista della “idea sonora”, risulta un album registrato in fretta, che ti lascia quasi il sentore che non abbiano avuto il tempo di riflettere su questo lavoro. Il tutto si ipotizza che sia dovuto al fatto che di li a poco la band sarebbe dovuta partire per il tanto atteso tour americano. C’è da dire però che, nonostante tutto, questo disco risulta essere ancora oggi un capolavoro.

“Joy Division- Closer Full Album”

Dobbiamo tenere conto inoltre che entro poco tempo Curtis si sarebbe suicidato non reggendo più le tensioni e i suoi tormenti interiori.

La mattina del 18 maggio del 1980, si toglierà la vita impiccandosi alla rastrelliera della cucina dell’abitazione di sua moglie Deborah che, facendo ritorno a casa, rinvenne il corpo senza vita del marito. Era poco più che ventenne.

Con la sua fine, finirono anche i Joy Division per come li abbiamo conosciuti. Anche se dobbiamo precisare, che gli altri  componenti continuarono poi con il nome di  New Order pubblicando altro materiale.

L’album Closer uscirà postumo nel luglio dello stesso anno della morte del frontman e sarà l’album che decreterà l’immortalità della band.

-F.L.

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