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The Unknown Pleasure: A Dedication

Dato che ieri sera è uscita la mia Non-intervista ai No-run, duo Fiorentino nato nel 2017, con Spinn.it abbiamo deciso di postare una piccola review di quello che era stato il loro primo singolo. Uscito poco più di un’anno fa A dedication è un brano introspettivo che cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore.

“Now the waves are flowing back from the one I know and the pillars once so tough now just empty vows“

Si apre così il primo singolo dei No- Run.
Sonorità di oltre oceano si mischiano alla voce vellutata di Sara Stianti ed al suo liricismo intimista e metaforico.
C’è un chiaro rimando a i The Xx e ai Daughter, mentre le chitarre eteree ma eleganti rimandando ai momenti più dolci del chitarrismo di The Edge (U2).
Dalla seconda strofa il ritmo è incalzante, e porta in crescendo la dinamica del brano. È una canzone che non ti lascia spazio per pensare mentre la ascolti, vaghi rapito per il mondo di immagini che ti si propongono davanti. La dinamica sale ancora senza mai risultare realmente irruenta, non ci sarà mai infatti una vera e propria esplosione nel brano.
L’atmosfera cambierà nuovamente e l’ascoltatore verrà come trascinato in basso da ritmi delicati di drum machine mischiati a tappeti di pad, che strizzano l’occhio ai Radiohead.

“To every time
To every time I raised my head instead of crawling”

Queste due frasi ripetute vanno a chiudere questi 3:26 di poesia. Una sorta di mantra che invita tutto noi, a non abbassare mai la testa e non arrendersi. Ed è questo sentimento, una sorta di rivalsa, che ti avvolge una volta che hai concluso l’ascolto.

Atmosfere, calde. Avvolgenti e minimali. Questi sono i No-run. Eclettico duo fiorentino che nasce nel 2017 e che ad ora ha all’attivo quattro singoli. I componenti sono: Sara Stianti, voce e chitarra e Alberto Parenti (ex Le lame) basso, programming\synth. Ogni singolo fatto uscire fino ad ora ha delle caratteristiche abbastanza diverse dal precedente, ma c’è un filo conduttore ben evidente che lega le produzioni della band. Come già detto, si sentono chiaramente le influenze di Daughter, The Xx e sicuramente Radiohead, ma è facilissimo, ascoltando nel complesso i singoli di questi ragazzi, notare influenze da parte di Artic Monkeys e The wombats fino poi ad arrivare ad Apparat. Generi molto diversi tra loro, che i No-Run riescono a far coesistere perfettamente. Impeccabile come sempre la produzione di Samuele Cangi (Blue Moon studio) e finissimo il lavoro di Niccolò Caldini in fase di mastering (Tearoom Mastering).

Trovo che moltissimi artisti della scena fiorentina abbiano davvero la possibilità di arrivare a fare la differenza anche a livello nazionale. Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserva il futuro.

Per il momento, mettetevi comodi.

Fate partire il disco,

Buon ascolto

-F.L.

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