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The Last Dance – Soundtrack e anni ’90

This is it. The Last Dance.

Fra fase due, tre, ritorno alla normalità e cose varie Netflix ha pubblicato una docuserie su Michael Jordan e i Chicago Bulls dei 6 titoli NBA. Ecco, io non sono un grande appassionato di basket: conosco un po’ di cose, quando capita guardo i big match. Però, insomma, niente di che.

Quindi, quando @franznardi – giustamente! – ha cominciato a dirmi di guardare questa serie, in un primo momento l’ho snobbato. Con quell’atteggiamento tipicamente autistico mio che mi impedisce di vedere Propaganda Live e varie altre cose mainstream se mi vengono suggerite. Dopo un po’ di insistenza, comunque, mi sono deciso a guardarla.

E, oh boy: che serie, che storia, che personaggi. E che colonna sonora!

Sì, perché fra una schiacciata e un at that point it became personal di MJ, ogni evento è accompagnato da una serie di canzoni che non solo si adattano perfettamente alle vicende – la scena della vittoria alle Finals con Teardrop in sottofondo è da lacrimoni – ma restituiscono in maniera autentica il periodo musicale a cavallo fra anni ’80 e ’90.

Durante gli Episodi del Podcast abbiamo spesso parlato degli anni ’90: non solo del nostro caro grunge ma anche di hip-hop, elettronica e perfino dei Simpsons! Sì, perché nonostante i ’90 vengano spesso bistrattati: non si pensa mai di metterli al pari degli intoccabili e inarrivabili ’60 e ’70; in realtà sono stati un periodo molto interessante dal punto di vista musicale.

Un periodo in cui la musica era più diretta, vera per certi versi, perché legata strettamente alla vita degli artisti. La street life di cui si parla non solo nell’hip hop, ma anche nel grunge, nell’elettronica e persino nel pop.

E poi, è stato anche il periodo di esplosione definitiva della musica elettronica e delle contaminazioni fra questa e gli altri generi. Insomma, negli anni ’90 sono uscite un bel po’ di cose e soprattutto una marea di nomi importantissimi che gli autori di The Last Dance hanno, giustamente, inserito nella serie.

Giusto per citare qualcuno: Notorious B.I.G., Beastie Boys, Pearl Jam, OutKast, A Tribe Called Quest, Fatboy Slim e mi fermo qui, perché sennò finisco domani.

Roba varia, ecco. Anche perché – sapevatelo! – non tutti i giocatori di basket sono rappusi. Rodman, per esempio, è uno dei più grandi fan al mondo dei Pearl Jam.

Chi l’avrebbe mai detto?

Ad ogni modo, guardatevi la serie che è bella e poi fiondatevi su Spotify ad ascoltare la playlist con tutta la soundtrack. Vi giuro che è come prendere una macchina del tempo e fiondarsi nell’America degli anni ’90.

Ma poi, voglio dire, una playlist, e una serie, che iniziano con un tema fatto da Alan Parson. Dai, di che stiamo parlando?

Ah, già che ci siete ascoltatevi pure l’Episodio 14, che anche quello è molto interessante.

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