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Ethan: La Non-Intervista

Qualche giorno fa ho fatto una “chiacchierata telematica” interessantissima con Ethan, giovanissimo artista Fiorentino che unisce r’n’b ad atmosfere lo-fi e che ultimamente aveva catturato il mio interesse grazie ad un sound onesto, schietto e ad una vocalità morbida e delicata che a mio parere è sempre mancata nel panorama musicale italiano. Il suo primo Ep, Flawed Guy, è uscito nell’autunno del 2019, e nei prossimi giorni avremo il piacere di ascoltare un nuovo singolo dal titolo Youth

Di seguito ciò che ci siamo detti:

1.Ti chiederei una breve introduzione: vorrei che ci spiegassi un pò chi sei e quali sono state le varie tappe del tuo percorso di crescita artistico fino ad ora.

“Sono un ragazzo italo brasiliano di 22 anni cresciuto con la musica d’oltreoceano. Mi sento di crescere ogni giorno, a volte è talmente veloce il processo che mi perdo e non so bene dove andare a sbattere la testa ma la musica è rimasta una costante nella mia vita da quando sono piccolo. A casa mia si è sempre ascoltata molta musica e fortunatamente vengo da una famiglia che mi sostiene permettendomi di fare ciò che voglio. Potrà sembrare banale ma per me una delle tappe più importanti è stata iniziare a studiare tecnica vocale e ascoltare diversi tipi di sonorità. Nonostante non sia un amante della teoria in generale, mi ha aiutato a dare forma alla mia voce, capirne le sfumature diverse, come esprimersi senza vergogna. Nell’autunno del 2019 è uscito il mio ep “Flawed guy”, il mio primo vero lavoro. Vorrei poter smettere di fare il cameriere per pagarmi la sala prove e suonare a giro per l’italia.”

2.Questa è una domanda che mi piace sempre fare quando conosco un nuovo artista: Due tracce che ti rappresentino al meglio.

Purple rainPrince
Il cielo in una stanzaMina

3.Il tuo primo lavoro è uscito da meno di un anno, il sound risulta fresco e completamente non convenzionale. Hai portato una nuova idea sonora nella scena fiorentina. Come è nato questo disco e come si è svolto il processo di scrittura?

“È nato dall’esigenza di esprimersi e sentirsi rappresentato da qualcosa. Per molti anni, per diverse ragioni mi sono trovato in mezzo a delle situazioni lavorative che non volevo, non mi sentivo appagato, in certi momenti mi sono sentito molto svalutato. Avevo bisogno di creare qualcosa di mio, azzerare ciò che avevo fatto e iniziare dalle basi, senza seguire logiche di mercato etc.. Questo disco per me è un punto di partenza importante”.

4.Anche questa è una domanda che tendo a fare ad ogni nuovo artista che incontro: Cantautore 4.0 vs SoundDesigner. Dove ti collochi..?

Bella domanda. Onestamente non mi sento di definirmi né Cantautore né SoundDesigner”.

5.Alcuni artisti si approcciano alla scrittura in maniera spontanea. Altri invece sentono il bisogno di confrontarsi con se stessi, come forma di auto analisi, quando compongono. Tu come componi un brano in genere?

“Non ho un modo di scrivere preciso, dipende molto dal periodo che sto passando, quanto ho voglia di guardarmi dentro, se riesco a trovare le parole giuste per esprimermi e altri fattori. In generale scrivo molto, mi aiuta a fare ordine ed è una sorta di autoanalisi per calmarmi e riacquisire coscienza quando sono in pieno caos mentale. Spesso mi ritrovo alle 5 del mattino ancora sveglio a scrivere o a comporre. Altre volte invece mi arrivano dei beat e se mi piacciono ci scrivo qualcosa, sempre rispettando i miei tempi. È difficile che riesca ad iniziare e finire un testo nel giro di due ore. Più della metà dei pensieri che scrivo li cestino.”

6.Madly è il tuo brano che più mi ha preso, mi diresti qualcosa di più riguardo a quella canzone? Vocalmente parlando, credo che l’interpretazione di quel pezzo sia toccante.

“Madly parla di tante cose. Dal rapporto con i miei capelli (che cambiano costantemente), ad una pace interiore che spesso ricerco cercando di non dipendere totalmente dalle relazioni che vivo. Penso sia fondamentale trovare un proprio equilibrio fisico/mentale aldilà delle relazioni che abbiamo (sentimentali e non).” You loved me so madly, i’ve never been so good” incarna esattamente la posizione di difetto, il non “sentirsi all’altezza” in cui spesso mi sono trovato all’interno di un rapporto.”

7.Per quanto riguarda Due, la collaborazione con Zibba, Quale è la storia di quel pezzo?

“È stata una collaborazione del tutto inaspettata. Tempo fa Zibba mi ha chiamato al cellulare chiedendomi di fare un feat insieme e sono rimasto piuttosto incredulo. Lo stimo molto per il modo in cui scrive, ho sempre ascoltato la sua musica, è un’artista sincero.”

8.Nuovi progetti alle porte? Come procede la collaborazione con Supernova?

“Molto bene, sono felice di farne parte. È una grande famiglia, lavoriamo molto bene insieme, ci confrontiamo spesso, per me è fondamentale. A breve uscirà un singolo a cui ho lavorato insieme a boisé e nicól (producers). Per il resto non so, cerco di non impormi niente, sto scrivendo e ascoltando molta musica diversa, vedremo cosa ne uscirà fuori più avanti!”

Grazie mille Ethan.

Ethan-Flawed Guy Ep- 2019

Mettetevi comodi,

Buon Ascolto

-F.L.

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