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Gaia Cavaciocchi: La Non-intervista

Vorrei chiederti una breve Bio- dove inizi tu e dove inizia il tuo progetto.

Dj Iaia nasce in piena adolescenza, la prima esibizione nel campo del djing è stata intorno ai 15 anni, anche se l’amore per la musica è sempre stato una costante nella mia vita, già da bambina quando strimpellavo chitarre classiche ed elettriche sapevo che quella della musica sarebbe stata una passione di cui difficilmente mi sarei stancata. Dopo le prime serate come dj, capii che quello della musica elettronica e della notte sarebbe stato un mondo che volevo scoprire e che mi incuriosiva più di quanto potessi immaginare.

-Questa è una domanda che faccio a tutti gli artisti che intervisto : due tracce che possano descriverti al meglio.

Non sono tracce a cui mi ispiro, probabilmente neanche mi descrivono. Ma riporto i titoli di due tracce che sono un po’ per me delle colonne sonore della mia vita, quei dischi che ti danno la carica di cui hai bisogno in qualsiasi momento della tua vita, dischi di cui quasi sei geloso e che senti “tuoi”.

Il primo è Bohemian Rhapsody dei Queen. Credo non servano commenti.

Al secondo posto (ma non per importanza)metto Mina. Resto sul generico, non saprei classificare un disco in particolare, preferisco piuttosto ammirare e lodare l’artista in generale. Una cantante che ha fatto insieme a tanti altri  la storia della musica italiana, ma soprattutto una delle voci più belle che abbia mai sentito in vita mia. Una donna grintosa, ma al tempo stesso riservata, che ammiro su ogni fronte.

Scelte di dischi insoliti, lo so, amo la musica a 360 gradi e tra i miei dischi preferiti spesso e volentieri viene fuori roba che uno non si aspetterebbe mai di trovare.

–  Dj nel senso più classico del termine o ti definiresti più una sound designer?

Per quanto riguarda la produzione cerco sempre, di dare sempre un taglio particolare ad ogni pezzo a cui lavoro. È molto importante non cadere mai sul banale o sullo scontato. Quindi forse sì.. Sound designer mi piace! Ci potrebbe stare.

Anche per quanto riguarda le serate in cui metto i dischi ho molta cura di non cadere sul dj-set “comune” con le hit del momento. La ricerca di pezzi conosciuti ma che non si sentono così spesso, anche brani più indietro negli anni, piazzati (al momento giusto) nel mezzo alla carrellata di musica più recente è una tecnica a cui ricorro spesso. Mi è capitato più volte di vedere centinaia di persone, a volte migliaia, scatenarsi in una maniera incredibile in certe occasioni.

-Riusciresti a definirti in un genere ben preciso o pensi di non volerti etichettare?

Dal punto di vista della produzione mi piace spaziare tra i vari generi, anche a seconda dell’umore spesso scelgo un genere piuttosto che un altro. Ho riscoperto ultimamente una passione un po’ più forte per i suoni stile anni ‘90, e infatti ho già messo qualcosa in cantiere su questo stile e non vedo l’ora che esca per far riprovare le emozioni a chi ha vissuto quegli anni nel sentire suoni molto affini ai dischi di Gabry Ponte, Gigi D’Agostino, La Bouche, e tanti altri.

–  Parlami del tuo rapporto con la tua terra e come questo amore per il Chianti influenza le tue produzioni.

L’amore per il Chianti Classico, Gaiole, e tutto quel che comprende è imparagonabile. Mi innamoro di questi paesaggi a due passi da casa ogni giorno e solo ultimamente mi rendo conto della fortuna che ho avuto ad esserci nata. Ho visto molti posti altrettanto belli nel mondo, ma nessuno mi ha sorpreso mai come le colline chiantigiane.

Da qui poi nasce proprio un’idea di dedicare un disco a questa terra e alle sue bellezze, “Clangor” che con i suoni medioevali accoppiati alle immagini del video ufficiale della traccia generano delle emozioni indescrivibili.

–  E’ uscita da poco Venus, come è nata l’idea di questo remix con Paola Guarducci?

Il disco che abbiamo tirato su con Paola è stata una bomba. Un’esperienza anche quella che ha generato un’emozione dietro l’altra.

La base già c’era, pronta per esser ricantata anche se non sapevo se sarei riuscita a trovare la voce adatta capace di assecondare quel che avevo in testa. Poi un giorno mando un messaggio a Paola, le scrivo che avevo pronto un disco per essere ricantato, c’era tutto, ma mancava solo una voce esplosiva. Eccola. Sapevo già da prima di sentire il prodotto finale che era la voce giusta, e come immaginavo è venuto fuori un lavorone.

Per il futuro abbiamo già qualcosa in cantiere con Paola ma ancora vi lasciamo un po’ sulle spine.

– Come ti approcci alla produzione?

Quando creo musica mi piace seguire il mio istinto e cerco sempre di tirar fuori brani insoliti, rischiando anche un po’ forse di non sposarmi proprio al meglio con le esigenze musicali di buona parte del pubblico dei giorni attuali. Credo che l’importante sia puntare quanto più possibile sull’originalità ed esser convinti, una volta terminato, del risultato finale.

–  e invece come ti approcci ad un live?

Non è un dj-set se prima di montare sul palco non hai l’ansia da prestazione, con lo stomaco chiuso e tutte le preoccpuazoni del momento. Ma basta montare sul palco e premere play sul lettore che passa la paura e comincia la magia.. I tempi sono più o meno lunghi, variano tra una serata e l’altra ma cerco di godermi ogni singolo minuto di ogni singolo set che faccio, perché alla fine sono ricordi di emozioni che mi porterò dietro per una vita intera e che mi resteranno stampati in testa penso per molto tempo. Più che un lavoro questo per me è, se così lo posso definire, un “pozzo di emozioni”.

– Nuovi progetti in vista? Dove ti vedi in 5 anni musicalmente parlando?

Diversi sono i nuovi progetti per il futuro. Ho fatto tesoro del tanto tempo avuto a disposizione durante la quarantena e ho messo in cantiere diversi lavori che spero di potervi far sentire il prima possibile. Ho avuto modo di riflettere e di capire che voglio dedicarmi ancor di più alle produzioni, oltre che alle serate. Tra 5 anni non saprei proprio, spero ancora dietro a una consolle con l’energia e la passione per questo lavoro che mi porto dietro da diversi anni. Vicino a casa o meno non fa testo. L’importante per me sarà ritrovarmi ancora a fare musica, riuscire a trasmettere emozioni a chiunque avrò davanti nelle serate e soprattutto farlo sempre con lo stesso entusiasmo del primo giorno che ho scelto di fare questo nella vita.

Grazie mille Gaia.

Mettetevi Comodi,

Buon Ascolto.

-F.L.

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