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Cosmic Jazz – L’eredità di Sun Ra in 5 artisti

Nel corso dell’Episodio 18 abbiamo avuto modo di approfondire alcuni temi riguardo l’afrofuturismo e il cosmic jazz. Si tratta di due argomenti davvero interessanti ed estremamente vari, che meritano di essere approfonditi.

Io, personalmente, in queste settimane mi sono completamente immerso in questo jazz cosmico e ho trovato alcuni artisti che portano avanti la tradizione. Gente che se non viene dallo spazio, poco ci manca. Sicuramente Sun Ra ne sarebbe orgoglioso, ecco.

Idris Ackamoor & The Pyramids

Direi di partire proprio da lui, che, oltre ad essere attivo oggi – stiamo aspettando il nuovo album! – è stato uno degli esponenti più importanti di questo genere già dagli anni ’70.

Come già spiegato nell’Episodio – recuperatelo se non l’avete sentito – Idris ha iniziato la sua carriera negli anni ’70 all’interno del Cecil Taylor’s Black Music Ensemble. Da lì ha dato vita a The Pyramids che, dopo anni passati in Africa, hanno plasmato il genere e larga parte dei canoni dell’Afrofuturismo.

Nel 2016 torna sulle scene proprio con The Pyramids pubblicando l’album We Be All Africans, seguito da An Angel Fell. A breve arriverà il nuovo album Shaman!. Come dicevo la musica di Idris è fortemente influenzata dai viaggi compiuti in Africa. In particolare, troviamo una combinazione di jazz spirituale e musica Frafra del Ghana. Naturalmente, poi, ci sono altre mille contaminazioni, dal bebop, al jazz acido più classico, che vengono unite all’immaginario afroturista dei viaggi interspaziali.

Un mostro sacro del genere, senza se e senza ma.

Kamasi Washington

Da un vero e proprio veterano ci spostiamo ad un artista contemporaneo nel vero senso della parola. Kamasi Washington è senza dubbio l’artista attuale che più di tutti riesce a rappresentare il cosmic jazz.

The Epic credo non abbia bisogno di alcuna presentazione. L’album uscito nel 2015, infatti, è stato un enorme successo e, insieme alla collaborazione con Kendrick Lamar in To Pimp a Butterfly, ha permesso alla musica di questo sassofonista di raggiungere il grande pubblico.

Nonostante, come dicevo, si tratti di un artista contemporaneo che non ha vissuto l’epoca d’oro del cosmic jazz come Ackamoor, la musica di Kamasi Washington è fortemente influenzata dal genere. Questo, però, non deve trarre in inganno: non si tratta infatti di un semplice revival. La produzione di Kamasi, di fatti, è estremamente variegata, profonda e, pur avendo chiare influenze, direi che è del tutto personale.

Di tutti gli artisti che sto per elencare, infatti, lui è sicuramente quello che merita l’approfondimento maggiore indipendentemente dal cosmic jazz.

Hypnotic Brass Ensemble

Vi capita mai di scoprire un artista e poi, per le settimane seguenti, prendervi una fittonata clamorosa? Ecco, dopo averli scoperti posso dire di essere diventato un sottone di Hypnotic Brass Ensemble.

A differenza di Kamasi qui torniamo in territori più Spinnici, nel senso che questa formazione è un po’ fuori dai radar mainstream. Il legame con il cosmic jazz e in particolare Sun Ra, in questo caso è fortissimo. Potremmo dire, infatti, che Hypnotic Brass Ensemble sono i figliocci della mitica Sun Ra Arkestra. Gli otto membri della Brass Ensemble – e non è uno scherzo – sono tutti figli di Kelan Phil Cohran, celebre trombettista dell’Arkestra nel periodo di Chicago.

Visti i risultati ottenuti dai figli possiamo dire che Kelan gli ha trasmesso bene la passione per il jazz. Fidatevi, dopo aver ascoltato una sola canzone non potrete più fare a meno della Hypnotic Brass Ensemble. Tra l’altro molto bella la cover di Water No Get Enemy di Fela Kuti, giusto per citarne uno a caso.

The Heliocentrics

Ci spostiamo da Chicago fino a Londra per The Heliocentrics. Come nel caso di Kamasi Washington anche The Heliocentrics partono da forti influenze cosmiche, ma attualizzate. Oltre ai viaggi astrali, infatti, troviamo riferimenti al funk, alla musica elettronica e un po’ di cose à la Silver Apples. Non solo, però, perché l’influenza africana c’è e si sente, in particolare quella Etiope: sono note le collaborazioni con Mulatu Astatke, il padre putativo della moderna musica Etiope.

Da segnalare anche le collaborazioni con Melvin Van Pebbles, uno dei maestri del Blaxploitation.

Gianluca Petrella

Per conlcudere giochiamo in casa, con una versione italiana – molto poco italiana, a dire il vero – del Cosmic Jazz. Gianluca Petrella, infatti, è sicuramente uno degli artisti contemporanei che più ha preso dall’immaginario cosmico e afrofuturista dei viaggi intergalattici. Viaggi che ha saputo, poi, mostrare – se così si può dire – all’interno della sua musica. Cosmic Renassaince è l’album venuto dallo spazio di Petrella, partito proprio da Sun Ra. Con dei risultati che dire clamorosi è dire poco. Poi c’è chi dice che in Italia non si fa buona musica… è che non la sapete cercare.

Dissing a parte se volete approfondire di più vi rimando all‘Episodio 16 del Podcast, dove Fra – che ha anche visto Petrella in live – ha spiegato tutto in maniera magistrale.

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